Rotta verso il deserto di sale di Uyuni (2 giorno), giorno 27

La notte, a circa 4400 metri di altezza, è stata molto fredda e molti di noi hanno dovuto noleggiare, essendone sprovvisti, dei sacchi a pelo. Personalmente, ero convinto di non averne bisogno, ma mi sono poi, lasciato convincere dagli amici! Risultato: nel mezzo della notte ho sentito un caldo tale che non ho potuto resistere continuando a dormire, una volta uscito dal sacco a pelo, sotto le pesanti coperte.

Dopo colazione, Edgar ci riporta alla Laguna Colorada perché la visita del giorno precedente è stata troppo veloce a causa dell’intenso vento (neanche oggi ci andrà meglio! per il vento). In lontananza, i fenicotteri colorano, oltremodo, la laguna già di per se colorada dai minerali lì presenti.

Il tour prosegue in direzione arbole de piedra attraverso una rotta un tempo usata dai contrabbandieri di droga, che dalla Bolivia, si dirigevano in tutto il Sudamerica. L’arbole de piedra, è il risultato di eruzioni vulcaniche che, raffreddandosi hanno creato questa forma suggestiva oltre ad altre formazioni sparse. Insieme al gruppo, ci divertiamo a scalare le altre formazioni vulcaniche lì presenti.

Il viaggio riprende verso il Salar de Chiguana e verso tre lagune, Hedionda, Honda e Chiarcota. In queste lagune incontriamo, avvicinandoci a pochi metri (2-3 m.), tantissimi fenicotteri rosa, che qui vivono e si procacciano il cibo (le tre razze di fenicotteri qui presenti sono il cileno, l’andino e il fenicottero di James). Lo spettacolo offerto da questi bellissimi uccelli sembra senza fine anche perché, fermandoci per il pranzo, possiamo dedicare tutto il tempo che desideriamo a questi splendidi uccelli.

Dopo pranzo, il viaggio riprende in direzione San Juan dove passeremo la notte nel locale hotel di sale. Edgar, prima di arrivare a destinazione, si ferma per farci ammirare in lontananza un vulcano ancora attivo; in seguito, ci spiega che non esistono più treni in Bolivia e la sosta si rende necessaria per farci fare foto ricordo sui vecchi binari ferroviari. Lungo il tragitto passiamo davanti ad un villaggio sede della polizia boliviana, utilizzato quale posto di controllo dei traffici di droga. Edgar infatti ci racconta che due mesi fa hanno ritrovato droga lasciata dai corrieri, che sorpresi da una tormenta di neve, per salvarsi, hanno dovuto abbandonare tutto il carico.

Arrivati a San Juan, prima di prendere posto in ostello, Edgar ci consiglia di visitare l’antica necropoli. Il sito è molto suggestivo e molte delle tombe sono aperte lasciando che i resti dei defunti, sepolti dalle antiche popolazioni in posizione fetale, siano in bella vista.

Tornati in ostello ci sistemiamo nelle stanze interamente fatte di sale; pavimento e murature sono interamente ricoperti di sale. La notte, purtroppo, complice il tetto aperto e chiuso solo da una sottile e inconsistente lamiera, sarà molto fredda, facendomi desiderare il sacco a pelo che la notte prima mi aveva dato fastidio! Dopo cena, Edgar, incurante degli avvisi delle altre guide (siamo stati molto fortunati) ci dà appuntamento alle 4:30, per essere sicuri di vedere l’alba direttamente nel Salar De Uyuni (San Juan costituisce la porta d’ingresso al Salar).

 

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