Isola di Pasqua, giorno 31

Fare colazione e/o mangiare sull’isola di Pasqua, rappresenta una delle voci più dispendiose nel calcolo del budget giornaliero, visto che si parte da un minimo di 8 euro, per un caffè e un toast con burro e marmellata. Prima di iniziare a visitare i Moai, dobbiamo procurarci il biglietto di entrata al parco, che integra, fatta eccezione per Hanga Roa, tutta la parte rimanente dell’isola. La tariffa da saldare sia in pesos cileni che in dollari americani, può essere pagata solo in contanti per la nostra gioia (quando viaggiate in Sudamerica mettete sempre in conto un doppio prezzo, ovvero pagando con la carta si arriva a pagare il 50-80% in più e quello in contanti). Fatto il biglietto, iniziamo finalmente il tour. Prima di arrivare al villaggio cerimoniale di Orongo, lungo la strada ci fermiamo all’Ana Kai Tangata, una vasta grotta sulla cui pareti presenta pitture rupestri raffiguranti gli uccelli venerati ad Orongo; visto il pericolo di crollo non è consigliabile inoltrarsi e sostare al suo interno.

Prima di arrivare al villaggio, si passa davanti al vulcano spento Rano Kau al cui interno si è formato un vero e proprio lago vulcanico che sembra il gigantesco calderone di una strega. Iniziamo, una volta giunti, a visitare il villaggio cerimoniale di Orongo, dove l’ingresso è consentito una sola volta nel corso della validità del ticket (5 giorni). Il villaggio di Orongo, a strapiombo sul mare, si affaccia su diversi motu (isolotti) e fu il centro del culto che venerava un uccello collegato al Dio Makemake (molti di questi isolotti venivano usati dagli uccelli per la riproduzione). Diversi petroglifi, raffiguranti un uomo uccello, sono visibili in sito.

Tornati verso Hanga Roa decidiamo di inoltrarci lungo il circuito settentrionale. Il primo sito è quello di Ahu Tahai, molto fotogenico,  con tre moai restaurati. Il primo al centro, costituisce il moai principale mentre alla sua destra si trova l’Ahu Ko Te Riku fornito di pupille ed acconciature. Le pupille, come ci spiegano gli isolani, costituivano un vero e proprio segno distintivo visto l’elevato costo per la realizzazione e dotazione per i moai. L’Ahu Vai Uri che sostiene un gruppo di cinque moai, di varie forme e dimensioni, completa questo sito meraviglioso, dove i visitatori e gli isolani vengono per ammirare lo spettacolare tramonto.

Il tour prosegue verso nord e, dopo aver percorso una strada molto dissestata, arriva alla grotta Ana Kakenga (Dos Ventanas, trad. due finestre). Questa grotta, a cui si accede tramite uno strettissimo ingresso con un corridoio molto buio, si apre improvvisamente su due finestre poste a picco sul mare (da cui il nome dos ventanas).

Prima di goderci uno spettacolare tramonto, decidiamo di visitare gli unici moai rivolti verso il mare: quelli dell’Ahu Akivi. Questi sette moai, rivolti a ovest e verso il mare, guardava un villaggio, di cui oggi restano solo le tracce, e svolgeva una importante funzione astronomica in quanto le sette statue guardano esattamente il punto in cui tramonta il sole durante gli equinozi.

Torniamo appena in tempo per goderci lo spettacolare tramonto con i moai di Ahu Tahai.

 

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