Museo del calcio a Montevideo e Colonia del Sacramento, giorno 15

Ieri sono tornato all’ostello, deluso dal non poter visitare il museo del calcio, situato all’interno dello stadio Centenario, chiuso per sciopero generale. A volte però gli imprevisti possono addirittura rivelarsi piacevoli. Stamattina, ci siamo svegliati presto e dopo aver fatto colazione, abbiamo raggiunto il terminal dei bus, per andare a Colonia. Arrivati alla biglietteria, la gentile signorina ci comunica che purtroppo non ha alcune disponibilità di posto e che, pertanto, saremmo potuti partire solo con il bus delle 11:30… Cosa fare allora in queste due ore? Beh visto che il terminal si trova a 6/700 metri circa dal terminal, felice come una Pasqua, mi dirigo, insieme ad Emiliana, felice verso il Museo del calcio. L’ingresso, al costo di circa 5 euro, prevede anche una visita libera al campo, che viene utilizzato solo durante le partite nazionali dell’Uruguay, non potendo alcun club giocarci. Il museo è bellissimo e contiene un sacco di cimeli storici che raccontano la nascita e lo sviluppo del nostro amato sport.

Terminata la visita e preso il pulmann, arriviamo a Colonia intorno alle 14, decidiamo di pranzare prima di iniziare la visita della cittadina. Ordiniamo il chivito, specialità uruguayana, consistente in un panino al cui interno troviamo: fetta di carne, uovo fritto, patatine fritte, insalata, maionese, funghi, verdure sott’olio ed lacune sott’aceto oltre ad una specie di insalata russa fatta con patate molto particolari. Per fortuna, il nostro ristorante, El viejo tunel, ci prepara questa specialità nazionale al piatto permettendoci quindi di scegliere cosa mangiare. La città, fondata nel 1680 dai portoghesi, possiede un bellissimo centro storico dove si trova la Basilica del  Santissimo Sacramento, il Museo Portoghese, Casa do Nacarello, Casa del Vicere, le rovine del convento di San Francesco ed il bellissimo faro. La Basilica, soprattutto nei campanili, reca le tracce del dominio portoghese attraverso la presenza degli Azulejos. Terminiamo la visita, di questa zona, salendo sul faro. Con una passeggiata di circa 5 km. arriviamo alla fine di Sacramento, percorrendo tutto il lungomare, per arrivare alla zona ove, un miliardario americano imitando Las Vegas, costruì un polo dei divertimenti con porto per far sbarcare direttamente i clienti diretti al casino, all’annessa Plaza de Toros costruita con struttura avanguardistica per l’epoca interamente in ferro e fatta arrivare direttamente da Londra. Quando il governo tassò in maniera forte le navi che vi approdavano questo centro dei divertimenti morì. Intorno alle ore 18, tutte le comitive organizzate, i numerosissimi turisti brasiliani e molti altri visitatori, vanno via facendo apparire il centro storico un borgo quasi disabitato. Riprendiamo il bus per Montevideo arrivandovi verso la mezzanotte (dopo circa tre ore di viaggio).

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