Mendoza – il vino e le cantine, giorno 6

Svegli già dalle prime ore del mattino, dopo avere preparato lo zaino, facciamo il check out lasciando i nostri bagagli all’ostello che gentilmente li custodirà fino a tarda sera. Ci dirigiamo quindi verso la fermata dell’autobus 173 che in circa un’ora ci trasporterà presso il paesino di Maipu, in cui gli italiani, emigrati nell’800, fondarono numerose cantine. Dopo aver noleggiato due bici per 5 euro, presso l’agenzia Maipu bikes, ci dirigiamo verso la prima cantina.

Mappa delle varie cantine presenti a Maipu

El rural fondata nel 1885 dall’italiano Don Felipe Rutini, emigrato dalle marche, ci organizza una visita guidata al costo di 150 pesos, equivalenti a circa 8 euro e prevede, includendo anche una degustazione di due calici dei propri vini. La guida ci mostra il vigneto ed il museo posizionato nel primo edificio storico della bodega. Particolare nel museo è la pelle di un bue intero, posta capovolta su una struttura di legno, nella quale venivano posti i chicchi d’uva in attesa di essere pigiati coi piedi; il vino defluiva e veniva raccolto  attraverso la coda del povero animale. Terminata la visita si passa alla degustazione che a mio modesto avviso risulta assolutamente deludente.

Riprese le nostre bici ci dirigiamo, a qualche Km di distanza, verso la bodega Mevi, vincitrice di molti premi negli ultimi anni. All’arrivo ci accoglie il proprietario, il sig. Gino Spinelli, nato in Italia 67 anni fa ma residente in Argentina da 66 anni che ci illustra la bodega come un famigliare, illustrandoci tutte le tecniche in uso, spiegandoci tutti i segreti sulla raccolta del vino, sul calcolo della quantità di uva da raccogliere, sul calcolo della percentuale alcolica (mostrandoci anche un dosimetro dello zucchero del mosto fermentato, nelle botti in cui far invecchiare il vino) fino a parlarci dell’etichettatura manuale di ogni bottiglia. Gino ci tratta come famigliari dimostrandocelo soprattutto al momento della degustazione facendoci provare in primis un suo malbec, non eccessivamente invecchiato passando poi a vini gran riserva. A fine della generosissima degustazione inoltre, ci fa assaggiare l’olio extravergine prodotto dalla sua azienda. Ovviamente, non possiamo non ringraziarlo per la splendida ospitalità regalandoci anche una bottiglia di vino da 375 ml.

Terminata questa pantagruelica degustazione ci dirigiamo verso l’azienda Trapiche che, fondata anch’essa da un italiano, mantiene ancora intatte le stesse vasche in cemento di fermentazione risalenti alla fondazione (oggigiorno però protette da una vernice atossica che impedisce il dannoso contatto vino/cemento). I vini degustati nell’azienda sono buoni ma non eccellenti, mentre la visita si rivela succinta e veloce didatticamente parlando.

Un’ultima cantina ci aspetta e come dice il nome darà il colpo di grazia alla nostra giornata: l’AMP (Ave Maria Purissima), infatti, ci fa degustare tre vini riserva oltre ad un ottimo tagliere di formaggi locali. Inutile dire che a questo punto la bici andava un po’ per conto suo!

Torniamo entro le 18 al noleggio bici per restituirle e per riprendere l’autobus per Mendoza. Dopo un breve ma meritato riposo in ostello ceniamo al ristorante El Asadito ordinando un’ottima grigliata di carne. Terminata la cena e presi i bagagli in ostello, con un taxi arriviamo al terminal bus per poter prendere, alle 23, l’autobus con destinazione Cordoba.

Grigliata al ristorante El Asadito

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