Cascate di Iguazu, lato brasiliano, giorno 19

Questa mattina visita alle cascate, lato brasiliano! Cerchiamo quindi, di partire presto per passare i controlli doganali (entriamo formalmente in Brasile) ed arrivare prima possibile al parco! Purtroppo, gli autobus, non garantiscono gli orari di partenza, dovendo aspettare quelli di ritorno dal Brasile. Siamo costretti a non allontanarci dal terminal in quanto ogni minuto potrebbe essere quello buono per partire; nell’attesa, conosciamo un viaggiatore solitario italiano (il suo giro prevede di visitare il nord dell’Argentina e le missioni gesuitiche) che si unirà a noi. Una volta arrivato l’autobus, (con 1,5 h. di ritardo) partiamo e in circa 40′ raggiungiamo, superati i controlli doganali, il parco. L’ingresso, da pagarsi in real (moneta brasiliana) costa all’incirca 20 euro e, differentemente dal lato argentino, prevede un unico percorso al quale si arriva tramite l’autobus del parco. Le cascate ovviamente, da questo lato, appaiono in tutta la loro magnificenza, essendo il lato brasiliano più paesaggistico di quello argentino. Addirittura, la garganta del diablo, è molto più bella ed emozionante di quanto ci aspettassimo. Da ricordare l’episodio vissuto con i coati, durante una delle tante fotografie fatte: un papà brasiliano trasportava i cestini con il pranzo e i coati, in gruppo!, lo hanno assalito derubandolo di quasi tutte le cibarie, facendo così piangere i poveri bambini (figli) che avevano assistito impotenti al furto!

Concludiamo poi la visita alla garganta arrivando con la passerella fin sotto alla cascata (questa volta senza bagno però!). Finita la visita, dopo esserci dissetati con il latte di un ottimo cocco fresco, torniamo in Argentina, superando nuovamente la dogana (con tanto di timbro di ingresso nel Paese!). Qui, la vista di un viaggiatore in solitaria belga che con la sua jeep gira il mondo, ci fa viaggiare moltissimo con la fantasia!

Tornati a Puerto Iguazu, decidiamo di andare a visitare l’Hilo Argentino, ovvero il punto in cui confluiscono i tre confini (Paraguay, Argentina e Brasile).

Di sera, decidiamo di tornare al mercado cenando presso un ristoratore brasiliano (fortissima la presenza di cibo, cultura e altro brasiliano), ricordando per sempre un buffo omino artista iraniano che, promette, di realizzare un ritratto in ceramica dei nostri volti (ovviamente i ritratti sono venuti malissimo e li abbiamo buttati, considerando la donazione fatta come una buona opera verso un poveretto che alla richiesta di firmare la sua opera, ci risponde che lui è un terrorista iraniano e che pertanto non firma le opere! bah!)

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