Buenos Aires, il cimitero della Recoleta, il Malba, il tango, giorno 11

Nei miei viaggi mi sono sempre affidato alla Lonely Planet perché la reputo affidabile sotto qualsiasi aspetto. Tuttavia, stamattina leggendo la guida non posso rimanere basito leggendo che un luogo imperdibile della capitale argentina, secondo la Planet, è costituto dal cimitero della Recoleta, nel quale sono sepolti vari presidenti della nazione e molti personaggi illustri tra cui Evita. Decido quindi di fidarmi e di visitare questo luogo imperdibile. Arrivati lì davanti, dopo aver preso un taxi (che sono molto economici in Argentina), mi viene in mente una scena del film Non ci resta che piangere del compianto Massimo Troisi.

Ingresso al cimitero

Iniziamo quindi la visita, utilizzando una mappa predisposta dall’associazione Amici del cimitero della Recoleta che segnala il percorso per passare davanti alle tombe dei personaggi più famosi. Non starò qui ad annoiarvi nel descrivere le tombe ma sinceramente ne abbiamo viste talmente veramente un gran numero; alcune molto antiche con esposizione delle bare del XIX secolo in bella mostra, altre invece molto più moderne.

Terminata la visita al cimitero della Recoleta siamo andati verso il modernissimo e contemporaneo museo MELBA (Museo di arte Latino americano di Buenos Aires), fondato dal milionario Costantini. Oltre alle interessantissime opere di arte contemporanea, il museo organizza alcune mostre temporanee e tra queste oggi abbiamo trovato la mostra della fotografa Diana Arbus.

Tutte le opere contemporanee qui esposte sono molto interessanti e mi ricordano che in Italia, l’esposizione e la cultura del contemporaneo, risultano assolutamente inesistenti mentre all’estero rivestono un aspetto decisivo nella creazione di una cultura artistica nelle persone.

 

Abbiamo deciso poi di visitare il quartiere di Palermo, vero e proprio paradiso per la classe medio/ricca argentina, percorrendolo in lungo e in largo per visitarlo. Dopo vari km. fatti a piedi ci siamo fermati in un ristorante moto popolare tra i portenos (così vengono chiamati oggi gli abitanti di Buenos Aires) La Hormiga (La formica), pranzando con la solita, ma buonissima, grigliata di carne.

Nel tardo pomeriggio, tornati al centro, abbiamo visitato il Palacio del Congreso, omologo del nostro parlamento, con una visita guidata che ci ha permesso di vedere oltre all’emiciclo in cui si dibattono le carie leggi, i salotti buoni della politica argentina e la bellissima ed antica biblioteca, aperta al pubblico fino a qualche anno fa (attualmente i libri, tranne quelli più antichi, sono stati portati alla nuova biblioteca di BA accessibile a tutti).

Dopo una veloce cena in ostello, non potendo salutare BA senza aver visto, almeno una volta, uno spettacolo di tango, abbiamo deciso di andare al salone Cunning, nel quartiere di Palermo, per vederne uno. La serata ha avuto inizio alle 23:30 con arrivo della compagnia Opera Tango verso l’1:30 (la serata si è poi conclusa alle 4:30 del mattino). Arrivati al salone, con la prenotazione, ci siamo accomodati vicino alla pista per comprendere meglio le movenze e vedere tutta la fluidità del tango. Lo spettacolo, durato circa 20 minuti, è stato molto bello e coinvolgente.

Stanchi ma contenti della giornata ci siamo ritirati in ostello alle ore piccole della notte.

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