Salta, Argentina del nord, 22 giorno

Smaltita la stanchezza, stamattina ci dedichiamo alla visita della città. La visita inizia dalla piazza centrale chiamata 9 de Julio, dove si affacciano la Cattedrale della città, il palazzo del Cabildo (governo), e il Museo de Alta Montana. Quest’ultimo è il vero e proprio fiore all’occhiello della città visto che qui vengono esposti i corpi ritrovari dei tre bambini della Montagna ritrovati sulla cima del Llullaillaco el 1999. Questi tre poveri angioletti costituivano il sacrificio umano agli dei da parte degli inca e il loro ritrovamento ha permesso di conoscere appieno molti aspetti di questi rituali, che toccavano, quali grandi onori, ai figli delle personalità più importanti delle popolazioni inca. Purtroppo, le foto qui non sono permesse ed ho dovuto rubarne una riguardante un altra mummia che, ritrovata agli inizi del ‘900 faceva parte di una collezione privata. Questo la dice lunga su quale fosse la gestione dei beni culturali da parte del Paese in quegli anni (anche molti pezzi ritrovati a Macchu Picchu, vengono oggi conservati alla Yale University, lì portati dal riscopritore Hiram Bingham).

Terminata la visita al museo, visitiamo il palazzo del Cabildo, con i suoi reperti coloniali (anche qui sono vietate le fotografie), la Cattedrale al cui interno non vi si trova alcun elemento di pregio.

Segue la chiesa di San Francesco, caratterizzata dalla vivace facciata, sormontata da una alta torre; cerchiamo poi di visitare, senza riuscirci, essendo tutt’oggi un monastero di clausura, il convento di San Bernardo, posizionato ai piedi dell’omonimo cerro.

Raggiungiamo la piazza, posizionata nelle immediate vicinanze del convento, per prendere la funicolare che ci porta sulla parte più alta del cerro, dalla cui sommità si gode una magnifica vista panoramica della città.

Salta, inoltre, è famosa in tutta l’Argentina per la sua folklòrica (musica folklorica) la cui diffusione nel paese è in realtà superiore addirittura al tango. Una peña salteña è un circolo sociale dove la gente mangia, beve e si ritrova per suonare o ascoltare musica, in quelle che una volta costituivano delle vere e proprie jam session improvvisate. Oggigiorno, offrono uno spettacolo musicale di vari gruppi, proponendo menu costituiti da empanadas accompagnate da vino rosso, oltre a vari piatti regionali. Per la serata decidiamo di andare alla Vieja Estacion visto che, secondo la planet costituisce uno degli esempio più autentici di peña. Una volta seduti è iniziato lo spettacolo di danze e balli tradizionali, seguite dal gruppo delle SonEllas e tanti altri che avrebbero allietato la serata fino alle 5 del mattino (qui in Argentina sanno godersi la vita!). Purtroppo, siccome all’indomani dobbiamo recarci alla Quebrada de Humuhuaca, partendo prestissimo, la nostra serata, molto a malincuore, finisce intorno alle 2 e 30 di notte!

 

Per ravvivare la serata vengo addirittura, invitato, a provare a ballare questa danza tradizionale da una ballerina del gruppo!

Gli altri video raccontato di una piacevolissima serata che purtroppo è finita troppo presto!

 

 

 

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